Apro una piccola ma doverosa parentesi, anche se il blog resta morto

Il mio istruttore di palestra è imbarazzantemente bello.
Ma non vorrei che l?aggettivo mio davanti a istruttore di palestra sembrasse ribadire un certo qual senso di possesso. Ecco ci tengo a precisarlo.
Quindi: l?istruttore della palestra in cui vado, che si è gentilmente offerto di guidarmi durante la prima lezione di fitness, è di una bellezza imbarazzante.
È imbarazzante perché lui senz?altro sa di essere bello, io, dal canto mio, ogni volta che lo guardo penso ?è proprio bello?, allora cerco di non guardarlo, temendo che lui mi scopra, ma è peggio credo, perché non è educato non guardare le persone in faccia quando ti parlano, quindi mi sforzo e lo guardo, sperando non mi si legga in faccia quello che penso. E inevitabilmente mi viene da ridere.
No, perché io in palestra ci vado per allenarmi (a che cosa poi … vabbè lasciamo stare), cioè ci sarei andata e ci vado a prescindere che lui sia bello, e questo gradirei fosse chiaro. Sono io che comando, non i miei ormoni.
Che poi non è bello da causare subbuglio ormonale. Anche perché a me il tipo inequivocabilmente bello non fa quell?effetto. Mi lascia freddina per la verità. Nel caso sia anche molto ironico e un po? timido (e non se la tiri), allora si, magari può anche essere che mi scatti il desiderio irrefrenabile di strappargli i vestiti di dosso. Ma in tale caso o sto sognando, o sono entrata nell?equipe del Dr. House, o comunque anche ammettendo l?esistenza di siffatto individuo, inutile dirlo, non mi si filerebbe manco di striscio.
[non è una tragedia eh, me ne sono fatta una ragione già da lungo tempo..]
Quindi, lasciando perdere le suddette divagazioni: costui è proprio bello da guardare. Brizzolato cortissimo, occhio azzurro taglio felino, carnagione chiara, mascella ben disegnata.
[ecco, perché a me i tipi efebici modello pubblicità di Armani non piacciono, vado più sul genere Massimo il gladiatore. E manco mi piacciono i ragazzini, e lui non è propriamente un fanciullo.]
No, non mi sono infatuata, decisamente. Per così poco. Non scherziamo.
[Deve passarne di acqua ancora sotto i ponti (reali, metafisici o sullo stretto). Devo ancora uscire dal lutto. Da quello gastronomico a quello affettivo. Senza fretta]
Però è un bel regalo. È una bella cosa da guardare, come un bel quadro, una bella scultura. E in più cammina, mi parla, mi sorride (ed è ancora più bello), mi fa correre.
[poi tra due settimane mi farà pure la scheda, così potrò fare tutte queste cose da sola e lui camminerà e basta. Niente è eterno in questa vita, purtroppo]
Tutto questo per dire che, ecco, la bellezza è sempre una gran consolazione.
Per chi soprattutto, come me, non sente il bisogno di possederla se non con gli occhi.








